lunedì 2 maggio 2011

A che serve svegliarsi se fuori piove?

Nella nebbia del mattino
s'erge quasi a giudice la pioggia
scolorando via ogni più piccolo fiore
ogni insettucolo aggrappato al suo filo d'erba
ogni più piccola lumaca
nascosta sotto terra.
Piove forte,
piove impetuosamente,
piove senza fermarsi mai,
l'acqua grigia e calda
del cielo

insistente e caparbia
amica della mia mattina
che contemplo attraverso un vetro rigato,
una finestra semiaperta,
uno spiraglio denso di odori
di terra bagnata
di cieli antichi e pesanti
di lontano sogni dimenticati.

Poi l'odore del caffè satura il letto
e la magia scompare
il sogno torna prepotente e il ronfare di un gatto
ricopre i sordi tuoni lontani.

6 commenti:

  1. mi sono posta la stessa domanda ieri mattina...

    bella latua descrizione dell'inerzia di un giorno di pioggia ;-)

    buon inizio settimana ^__________^

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  2. con gli occhi gonfi usciamo dal sogno per immergerci in una nuova paura. Attendo un tuo passaggio tra i miei sentire, udirai lamenti.
    Agart

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  3. MAGNIFICHE POESIE !!! SONO UN TUO NUOVO FOLLOWER DA QUESTO MOMENTO...MI PIACE COME SCRIVI!
    Mi piacerebbe chetu visitassi anche il mio blog e, se ti piace, diventassi mia seguace :-))

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  4. strana, nuova, non scontata, ma semplice....mi piace

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  5. Eppur, prima o poi, ci si sveglia.

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  6. a chiudere la finestra semiaperta? :)))

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